Enter your keyword

CONVEGNO MARIOLOGICO A CROTONE

CONVEGNO MARIOLOGICO A CROTONE

Nel pomeriggio di ieri un convegno mariologico di altissimo livello ha dato l’inizio ai tanti momenti che hanno costellato la seconda metà di una giornata che resterà nella storia di Crotone importantissima e indimenticabile per la sottoscrizione del gemellaggio proclamato tra il Santuario di Czestochowa , in Polonia, e quello di Capocolonna e per la consegna dei diademi realizzati dal Maestro Orafo di Crotone, Michele Affidato, con i quali verrà incoronata nel prossimo mese di agosto l’icona di Maria di Czestochowa col Bambino.

Il convegno è stato aperto da Monsignor Pancrazio Limina, Rettore del Capitolo della Cattedrale di Crotone, il quale in modo estremamente sobrio, dopo i saluti di rito, ha introdotto il tema:  La figlia di Sion: Mater Dei et Mater Gentium” (La figlia di Sion: Madre di Dio e Madre delle genti).

Con dovizia di informazioni  questi ha poi  presentato  i due relatori: il Professore Bazyli Degorski della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino di Roma, Padre Paolino di Polonia, esperto in Patristica,  e il Professore Serafino Parisi dell’Istituto Teologico Calabro San Pio X di Catanzaro, biblista, docente di greco antico.

Quest’ultimo, nel prendere per primo la parola, ha posto immediatamente in risalto   il nodo della riflessione che  stava per avviare: la possibilità di poter parlare di maternità universale di Maria, la possibilità, cioè, di poter definire madre Maria anche da parte di coloro che non aderiscono alla fede cristiana.

Tale possibilità di  interpretazione, secondo l’illustre relatore, diventa percorribile grazie ad un recupero del libro del profeta Sofonia; all’inizio di tale libro  il profeta presenta l’annuncio della Parola a lui, proprio a lui  che è figlio dell’Etiope, uno straniero per Israele. Cosa annuncia la Parola a Sofonia?

Una serie di distruzioni per le genti della terra, alle quali, però, alla fine del libro viene lasciato il cosiddetto inno alla gioia di Sofonia.

Questo, ripreso da Luca  nel brano dell’Annunciazione, viene rivolto alla figlia di Sion;  riletto secondo la “teologia del resto”, può essere considerato come l’unica strada già pensata fin dall’antichità perché le sorti dei popoli non finiscano mai tragicamente. Proprio tale testo  ricolloca Maria  come madre di tutte le genti.

Definito così lo spazio speculativo, il convegno si è così presentato come il luogo e il tempo giusti per più possibilità di analisi:

  • per un affondo innovativo sugli  studi fin qui condotti sulla figura di Maria, la cui maternità è stata fin qui circoscritta solo a coloro i quali si dichiarano cristiani;
  • per avviare un’analisi biblica su Maria, figura femminile preziosa perché strumento di mediazione tra i diversi e tanti  popoli che abitano la Terra;
  • perché attraverso di lei è fissata nella strategia divina la possibilità  di rigenerare le relazioni tra quei popoli che vivono in tensione tra di loro per i conflitti scatenati dalla tutela degli interessi di ciascuno.

Le “provocazioni”  contenute  dal titolo del convegno, così  speculari al tema  attualissimo delle migrazioni,  proprio nella città di Crotone quotidianamente si vivono.

Presa la parola il secondo relatore,  il Professore Bazyli Degorski, spiegato che   l’intervento del Professor Parisi aveva correttamente dato – nella scelta della sequenza degli interventi –  la precedenza alle Scritture, ha situato   il suo contributo nel grande patrimonio offerto dalla letteratura patristica, in particolar modo in quella di San Romano il Melode.

Il Professore Degorski ha precisato “in questo studio intendiamo presentare la teologia collegata con l’evento salvifico della presentazione di Gesù al Tempio di Gerusalemme e la partecipazione ad esso di Maria sua Madre. Lo faremo basandoci sul contacio  “La presentazione al Tempio”  (cf.Lc 2, 22-38) di San Romano il Melode.”

Pregevolissimo lo studio del  Professore Degorski, il quale, offrendoci lo studio degli inni di San Romano il Melode, ha messo in evidenza come  in più occasioni questi riuscì a coniugare nei suoi scritti le verità dogmatiche e la discussione teologica ad esse collegata.

Ha così chiuso l’illustre relatore: “Attraverso le sentenze dei singoli personaggi lo stesso San Romano, rappresentante del grande imperatore Giustiniano I il quale, qua e là, si serve anche delle parole prese dai suoi editti rivolti contro gli eretici dell’epoca”, mettendo  in evidenza come vasto fu il contributo di San Romano anche  come storico.

Ha concluso i lavori del  convegno Monsignor Limina leggendo una intensa litania polacca, nata al tempo di Solidarnosc, il sindacato che ribaltò le sorti della Polonia e ridisegnò la geografia e gli equilibri tra le forze politiche europee e non solo. La litania letta  è una preghiera rivolta alla Madonna Nera di Polonia perché ella assicurasse ieri e sempre  la sua protezione ai più disgraziati e infelici della Terra.

Nel corso dei lavori è stata annunciata la pubblicazione degli atti del convegno, che sarà certamente utile strumento di studio e approfondimento per  una prospettiva nuova con cui guardare a Maria.

 

 

 

Translate »