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Czestochowa – Secondo incontro 2-5 Maggio 2016

Czestochowa – Secondo incontro 2-5 Maggio 2016

(…) Finito  il nostro viaggio,  ritornammo a casa. Dopo alcuni giorni, per telefono,   Katarzyna  mi aggiunse:   “Michele,  ho riflettuto in questi giorni. Io, fra una settimana, vado in Polonia e raggiungo Padre Jan Golonka;  voglio parlare con lui per sapere chi realizzerà i nuovi diademi. Magari ti propongo… Se  quel sogno potesse  avversarsi…Io credo che per tanti motivi, primo fra tutti il tuo percorso di vita,  saresti  proprio tu la persona giusta per realizzare i diademi.”  Cosi fu che Katarzyna parlò con Padre Golonka. Dopo qualche tempo a Katarzyna  venne comunicato dai Padri Paolini che per il 2017 avrebbero realizzato una nuova cappella dedicata a Giovanni Paolo II e che avrebbero sicuramente dato incarico al Maestro Michele Affidato di realizzare qualche opera. Io ero  contento di tutto questo ma …Il mio sogno era quello di realizzare i diademi per la Madonna. Intanto dal Santuario di Czestochowa andarono  via sia Padre Jan Golonka che il Priore Padre  Lukasz Buzun, nominato quest’ultimo Vescovo di Kalisz. In una delle email  che  Katarzyna  aveva ricevuto  dai Padri le fu comunicato che i nuovi responsabili del Santuario stavano valutando cosa farsi per la ricorrenza del 300° anniversario di quella incoronazione   e che il nuovo custode dei beni del Santuario di Jasna Gora sarebbe stato Padre Stanislaw Rudzinski, che sarebbe divenuto così  il nuovo referente del mio possibile e agognato progetto. Una mattina, mentre lavoravo nel mio laboratorio, squillò il telefono. Era Katarzyna   che mi diceva: “ Michele,  ho incontrato i Padri ed ho parlato loro dei diademi;  ho detto che tu potevi essere la persona giusta per realizzarli. Mi hanno ascoltata ma non si sono espressi, andrò a trovarli, comunque, fra qualche settimana.” Una domenica pomeriggio squillò il telefono e, finalmente, eccolo il momento tanto atteso;   Katarzyna,  dall’altra parte del filo,  mi dice trepidante: “Michele, Padre Stanislaw Rudzinski ci ha invitato al Santuario, vuole incontrarci, vuole farci ammirare da vicino i diademi attuali della Madonna, vuole che tu li guardi e prendi le misure per proporre un progetto!” Anche se ancora non avevo certezze,  avvertii in me una sensazione di gioia, di iniziale riconoscimento dei Padri Paolini, presi un’immagine della Madonna che avevo nel portafoglio e la guardai quasi come per chiedere  a lei cosa stesse succedendo. Contattato subito il mio Arcivescovo Domenico Graziani e informatolo di tutto quello che mi stava succedendo,  subito  entusiasta per  questo invito che i Padri Paolini mi avevano formulato,   a me che balbettavo: “Eccellenza, per me sarebbe un sogno poter realizzare i diademi per la Madonna di Czestochowa” , rispose:  “Michelino,  sicuramente la Madonna sa già chi deve scegliere;  il tempo ti darà una risposta.” Per il mio Arcivescovo ero Michelino da sempre; era  così che mi chiamava sin dalla mia infanzia e poi anche dopo, quando mi incrociava al tempo in cui ero seminarista. Già dai tempi del mio primo viaggio a Czestochowa  avevo dato notizia  di quanto mi stesse succedendo ad alcuni sacerdoti  crotonesi, incaricati,  per i ruoli loro affidati,  in modo specifico e puntuale del culto della Madonna di Capocolonna. Questi,  Don Bernardino Mongelluzzi, Rettore del Santuario di Capocolonna,  Don Pancrazio Limina, Presidente del Capitolo della Cattedrale di Crotone, che tutti a Crotone chiamiamo Don Ezio,   e Don Serafino Parisi, Vicario Episcopale e Rettore della Basilica Cattedrale di Crotone,  appreso il tutto,  subito mi rinnovarono il loro supporto teologico, amicale e  l’offerta delle loro competenze ecclesiologiche. Confortato da tanto, in  data 2 maggio 2016, attrezzato di macchina fotografica, carta  di disegno trasparente, righelli, pennarelli e metro,  partivo nuovamente per  Czestochowa insieme a mia moglie,  a Katarzyna e ad alcuni amici. Ad aspettarci al Santuario c’era Padre Stanislaw Rudzinski che, dopo una piacevole conversazione nella quale si è parlato del culto delle Madonne di Czestochowa e di Capocolonna, ci faceva  accomodare in una stanza del Santuario. Lì, tra misure di sicurezza molto serrate, in un clima di rispettoso silenzio, furono portati i diademi che incoronavano la  Madonna Nera di Polonia. Mi pareva di venire ingoiato dalla storia. Avutili  tra le mani, tra molta ammirazione, cominciai a  studiarli  nei minimi dettagli. Di questi diademi prendevo accuratamente tutte le misure, coglievo tutti dettagli  per proporre un eventuale progetto. Nell’accomiatarsi da noi,  Padre Rudzinski mi  chiedeva da un verso di non abbandonare, in un eventuale progetto grafico da proporre ai Padri Paolini, il vecchio disegno dei  diademi trafugati alla Madonna nel 1909 ma dall’altro mi esternava la sua volontà di lasciarmi libero di interpretare artisticamente il nuovo progetto, di proporre con coraggio e creatività possibili “cose nuove”. Da un verso c’era la volontà di riparare al furto rifacendo fedelmente quello che era stato rubato e dall’altro c’era la volontà di novità. Il nodo tra le due opzioni si sciolse in modo molto semplice e indipendente dalla mia volontà. Desidero aggiungere, a proposito di quell’incontro, che Padre Rudzinski  era una persona molto competente.  Fu un incontro molto interessante per le tante valenze espresse. Non fu coinvolgente  solo per un aspetto puramente  tecnico. Fondamentale come sempre, ovviamente,  è stato anche in quell’occasione  il supporto di  Katarzyna, che faceva da traduttrice. (…)

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