Enter your keyword

Czestochowa – Terzo incontro 07 Novembre 2016

Czestochowa – Terzo incontro 07 Novembre 2016

(…) Rientrato in Italia, insieme a mia figlia Vanessa che è molto brava nel disegno, cominciammo   ad abbozzare graficamente i diademi  e nello stesso tempo fu fatto anche uno studio con i miei collaboratori in previsione di un’eventuale realizzazione. In queste fasi di lavoro successe una cosa straordinaria, che sciolse il nodo tra le due opzioni entro le quali potevo scegliere:  nell’osservare la foto, l’ unica in bianco e nero dei diademi,  ci accorgemmo  che le stelle dei diademi erano nove e non dodici,  per come solitamente avviene quando ci si riferisce agli stellari  mariani. Non sapendo il perché di quelle nove stelle,  su consiglio di Don Bernardino Mongelluzzi, di Monsignor Pancrazio Limina e di Don Serafino Parisi, inserimmo graficamente, come elemento da proporre ai Padri Paolini,   altre tre stelle.  Le avremmo collocate  non nella parte alta del diadema ma nella parte centrale, giustificando tale inserimento come segno trinitario. Definito  il progetto grafico,  inviai  il tutto ai Padri Paolini e, dopo qualche giorno,  non solo  arrivò la conferma di procedere nel lavoro per come era stato proposto ma arrivarono  anche i complimenti per il  progetto che i Paolini  avevano trovato bello e molto interessante. Non so descrivere oggi  la gioia che ho provato,  la commozione di quel momento! Ho pianto. “Io, proprio io – pensavo dentro di me – realizzerò i nuovi  diademi per la Madonna di Czestochowa…Può essere?” così mi interrogavo. Guardavo alcune foto delle due Madonne Nere e chiedevo loro perché avessero  scelto proprio me. “Mi state dando un incarico più grande di me!” così concludevo il mio dialogo intimo con le icone. Avevo desiderato con tutto me stesso che quel lavoro mi venisse commissionato ma ora che il sogno stava diventando realtà, mi sentivo piccolo piccolo. Consapevole che con questo lavoro avrei firmato una pagina di storia,  cominciai prima confusamente e poi in modo sempre più lucido e deciso   a cosa potevo fare per la mia Madonna di Capocolonna,  per la mia Chiesa, per la mia città. Era la gratitudine? Era un modo per chiedere l’aiuto necessario alla mia “vecchia amica”, la Madonna di Capocolonna? Ogni crotonese lo fa in momenti difficili, di confusione, di panico. “Cosa poter fare per unire questo momento alla mia realtà? Cosa perché non resti solo un momento di arte mia? Cosa perché anche mia terra venga ricordata?” Erano queste le domande che ponevo a me stesso. E alla fine la risposta è arrivata da sola:  sarebbe stato bello  proporre ai Padri Paolini  venire a ritirare i diademi in Italia, a Crotone,  e  suggerire  anche un gemellaggio tra i Santuari di Capocolonna e Czestokova. Cercai e  incontrai il mio Arcivescovo per  esternargli tutto: la proposta polacca, il mio progetto, l’idea del gemellaggio. Con un sorriso Monsignor Graziani, l’Arcivescovo,  mi accolse e mi  disse: “Michelino,  questo è un momento molto importante sia per la tua carriera che per la nostra chiesa. Non ti lascio solo in questo momento così bello e così delicato; noi ti staremo vicino”. Insieme a Don Serafino Parisi, Don Bernardino Mongelluzzi e Mons. Pancrazio Limina iniziammo questo cammino. Ognuno, nel suo ruolo e per le sue competenze, si è rilevato prezioso elemento di un ingranaggio sapiente.  Un aiuto, così io lo leggevo, messomi accanto da Maria. Dopo vari incontri con i sacerdoti messimi a fianco per  questo progetto,  il 7 novembre 2016 partii per la Polonia insieme a Don Serafino e a Don Bernardino sia per prendere le misure definitive  sia per proporre il gemellaggio. Prima di partire concordai con i responsabili di Czestochowa le operazioni idonee per  prendere le necessarie misure; bisognava di fatto scendere l’icona della  Madonna dall’altare. Operazione non facile per i Padri Paolini in quanto quella icona  solo in casi eccezionali viene rimossa dal suo altare;   in occasione del nostro incontro lo avrebbero fatto la notte e in forma molto riservata. Un’ esperienza unica questo nuovo incontro con i Padri Paolini. Sentivo che era un’operazione delicata anche per altre valenze insite nell’occasione: di notte era stato fatto il furto e di notte, un’altra notte, altri uomini avrebbero iniziato l’opera di riparazione, come di notte scorre il pellegrinaggio a Capocolonna. Di notte tutto verso giorni nuovi. Sempre così, ovunque. Ad accoglierci al Santuario trovammo Padre Stanislaw Rudzinski e Padre Michall Legan,  un frate molto simpatico ,  che parlava bene l’Italiano ,  delegato dal Padre Generale dell’Ordine dei Paolini, Padre Arnold Chrapkowski. Partecipammo con i Padri Paolini al rito noto come “Appello alla Madonna”, che tutte le sere alle ventuno si svolge nella cappella della Madonna. Partecipò anche l’Arcivescovo di Czestochova, Sua Eccellenza Wacław Depo. Dopo averci fatto visitare il Santuario e la cappella della Madonna, ci fecero  accomodare in una stanza. Nell’ attesa ci scambiammo diversi pareri sia in merito all’opera sacra da realizzare sia in merito al gemellaggio che si sarebbe voluto realizzare. Avemmo modo di studiare alcune foto antiche della Madonna;  le mettemmo a confronto con quelle recenti e attuali. Nacque subito una discussione sulla fattibilità del lavoro che doveva essere realizzato. E per quel che riguarda la proposta del gemellaggio? Dopo tante ansie e tanti pensieri, la nostra incertezza si dissolse come neve al sole: avanzata  al Padre Generale, questi,  finalmente e con grande sollievo di tutti,  la accolse. La soddisfazione era enorme, la gioia incontenibile. Anche in questa occasione donammo  ai Padri un’ icona della Madonna di Capocolonna e questi ricambiarono il dono offrendoci un’icona della Madonna di Czestochowa. Infine, recatici in una cappella del Santuario che si trova alle spalle dell’altare dove era esposta la Madonna, alla presenza di tanti Padri Paolini  si scese il quadro della Madonna.  Stare vicino e toccare quell’icona è stata una bellissima sensazione. Prendemmo tutte le misure necessarie, anche quelle  sulla veste della Madonna; tutto sarebbe servito per iniziare nella maniera più corretta i lavori dei nuovi diademi. Finita questa delicata fase di lavoro, eccoci di ritorno in Italia. (…)

Primo Comunicato Stampa

Translate »