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I diademi e i bambini

I diademi e i bambini

I diademi e i bambini

Si apriranno tra pochissimo le porte del laboratorio di Michele Affidato, Orafo in Crotone, ai bambini delle scuole che potranno vedere, prima che vengano consegnati tra qualche giorno ai Padri Paolini di Polonia, i diademi che questi ha realizzato nella sua bottega artistica per Maria di Chestochowa.
L’ultima gemma, l’ultima cesellatura, l’ultima rifinitura: tutto volge ormai alla fine, l’ultimo tocco perché i due diademi siano ormai definitivamente terminati.
“Sarà per una regina questa corona?
E perché mettiamo una corona alla Madonna?
Non era una ragazzina semplice e povera la Madonna?
Perché le mettiamo sulla testa un diadema?
Non era meglio metterle sulla testa una treccia di tessuti, come quelle che vediamo sia in testa alle donne di campagna che alle modelle in posa per un clic elegante?
E perché sono diademi e non corone?”
Queste le domande che i bambini si porteranno, abituati come sono a vedere incoronate le regine di ieri e quelle di oggi, quelle di carta e quelle vere, quelle dei libri di favole e quelle del gossip.
Qualcuno cercherà di spiegare loro che si incorona Maria proprio per la sua semplicità e per il suo abbandono ad un progetto molto più grande di lei, chiuso nel mistero più fitto per i sordi di cuore e chiaro, chiarissimo a lei, che era così “povera in spirito”.
Si cercherà di spiegare loro che i diademi incoroneranno una icona raffigurante una Madonna Nera, come la loro, quella di Capocolonna.
“Perché mai la Madonna è nera?” si chiederanno ancora i bambini.
“Nera perché bruciata, perché era nero quello che dipinse le due icone, perché arrabbiata, perché abbronzata? “
Qualcuno avrà risposte accurate, pronte in tasca, che spunteranno tempestivamente tra le gemme. Così la bottega del Maestro Affidato si trasformerà per alcune mattine di questo mese di maggio appena iniziato in più aule nelle quali si incroceranno la storia, la geografia, la teologia e lo stupore dei più piccoli.

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